Elaborazione del Piano di Emergenza per aziende ai sensi del D.Lgs. 81/08
Richiedi Preventivo GratuitoIl Piano di Emergenza mette per iscritto, prima che serva, come si affronta un evento grave che renda necessaria l'evacuazione: chi dà l'allarme, quali percorsi si seguono per lasciare l'edificio, chi chiama i soccorsi e chi verifica che fuori ci siano tutti. Insieme al Piano vanno le planimetrie, che segnano le vie di esodo e la posizione degli impianti.
Diventa obbligatorio quando in azienda lavorano almeno dieci persone, quando il locale è aperto al pubblico e accoglie più di cinquanta presenze contemporanee a prescindere dal numero dei dipendenti, oppure quando l'attività rientra fra quelle soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco. Basta una sola di queste condizioni perché l'obbligo ci sia.
A predisporlo è il Datore di Lavoro, che resta il titolare dell'obbligo. GDM ti assiste nella compilazione a norma di Legge e lo scrive con te: tu lo approvi e lo firmi.
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Cosa facciamo concretamente per te:
Il primo e il due settembre 2002 il torrente Chisola e il reticolo idrografico minore esondarono e allagarono anche Beinasco. Il livello dell'acqua restò in media sotto il metro, ma bastò a sommergere parzialmente gli scantinati e i piani interrati in tutte le aree colpite dall'evento. Se la tua azienda sta in un'area allagabile del comune, quello che conta controllare è cosa tieni sotto il piano terra, dove di solito si trovano archivi, magazzini e quadri elettrici, più della quota della strada davanti all'ingresso. Per questo qui il Piano di Emergenza deve occuparsi anche di quel livello, oltre alle vie di fuga al piano strada.
Per il servizio Piano di Emergenza sul Lavoro (PEM) a Beinasco, il riferimento GDM è la sede di Torino in C.so Regina Margherita 292/D.
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Le perimetrazioni le costruiscono le Autorità di Bacino competenti sul territorio, e ISPRA le raccoglie in una mappatura nazionale aggiornata al 2020, incrociata con il Censimento delle imprese del 2011. La mappatura segue gli scenari di probabilità della Direttiva Alluvioni europea, recepita con il decreto legislativo 49 del 2010. Quelle perimetrazioni riguardano porzioni di territorio disegnate una per una, non le singole aziende. Se la tua sta in quel perimetro, il numero ti riguarda, se no resta un dato sul comune.
No. L'alluvione colpì soprattutto il comune di None, mentre Beinasco fu toccato in misura più contenuta insieme ad Airasca, Piobesi, Vinovo, Volvera e Candiolo. L'evento riguardò l'intero bacino del Chisola, e questo spiega perché il Rischio si valuta guardando il territorio del comune, più che la distanza dal corso principale del torrente. Se la tua azienda sta in una delle zone segnalate, la provenienza esatta dell'acqua conta meno del fatto che vi è arrivata.
Sono due documenti distinti e collegati. La Legge parla di obbligo del Piano di Emergenza "connesso con la valutazione dei Rischi". Il DVR dice quali Rischi hai, il Piano dice cosa si fa quando uno di quelli si realizza e bisogna uscire. Il primo non contiene il secondo, e avere il DVR in ordine lascia aperto l'adempimento. Quello che il DVR fa è dare al Piano la base su cui appoggiarsi, ed è il motivo per cui conviene tenerli allineati e aggiornarli insieme.
Sì, e sono parte del Piano. Devono riportare almeno le caratteristiche distributive dei locali con le vie di esodo e le compartimentazioni, dove sono i sistemi e le attrezzature antincendio, dove stanno gli allarmi e la centrale di controllo, dove si trovano l'interruttore generale della corrente e le valvole che chiudono le adduzioni idriche, il gas e gli altri fluidi tecnici combustibili, quali sono i locali a Rischio specifico, dove sono i presidi di primo soccorso e quali ascensori restano utilizzabili. Sono le informazioni che a un soccorritore servono in trenta secondi, senza che nessuno gliele spieghi.
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