Elaborazione del Piano di Emergenza per aziende ai sensi del D.Lgs. 81/08
Richiedi Preventivo GratuitoIl Piano di Emergenza mette per iscritto, prima che serva, come si affronta un evento grave che renda necessaria l'evacuazione: chi dà l'allarme, quali percorsi si seguono per lasciare l'edificio, chi chiama i soccorsi e chi verifica che fuori ci siano tutti. Insieme al Piano vanno le planimetrie, che segnano le vie di esodo e la posizione degli impianti.
Diventa obbligatorio quando in azienda lavorano almeno dieci persone, quando il locale è aperto al pubblico e accoglie più di cinquanta presenze contemporanee a prescindere dal numero dei dipendenti, oppure quando l'attività rientra fra quelle soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco. Basta una sola di queste condizioni perché l'obbligo ci sia.
A predisporlo è il Datore di Lavoro, che resta il titolare dell'obbligo. GDM ti assiste nella compilazione a norma di Legge e lo scrive con te: tu lo approvi e lo firmi.
Se la tua azienda è a Rivoli, ci trovi a Torino, in C.so Regina Margherita 292/D, a 25 minuti da te.
Cosa facciamo concretamente per te:
Sulla mappa della pericolosità idraulica Rivoli occupa uno spazio quasi vuoto, con appena 42 unità locali di imprese collocate in un'area allagabile su un totale di 4.189 censite nel 2011, un rapporto che racconterebbe un comune quasi indifferente al Rischio d'acqua.
Eppure il nome di Rivoli compare due volte fra i nubifragi censiti sull'area torinese. Il 13 agosto 2010, fra le 16 e le 22 UTC, un violento nubifragio colpì anche Rivoli, con allagamenti concentrati per ristagno e per l'incapacità della rete di drenaggio superficiale di smaltire l'acqua caduta. In molti punti la rete fognaria cittadina non riuscì a reggere le precipitazioni intense e l'acqua risalì dai tombini. Il 21 settembre 2025, un nuovo nubifragio abbattutosi su Torino e sulla cintura provocò allagamenti locali segnalati proprio nella zona di Rivoli.
In entrambi gli episodi a mettere in difficoltà il territorio fu la pioggia caduta in poche ore e non una piena che risale da un fiume. Se la tua azienda si trova in una delle zone dove l'acqua fatica a defluire, è quella la storia a cui vale la pena guardare, più della mappa che la racconta come residuale.
Per il servizio Piano di Emergenza sul Lavoro (PEM) a Rivoli, il riferimento GDM è la sede di Torino in C.so Regina Margherita 292/D.
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La mappa arriva da ISPRA, che attraverso la piattaforma IdroGEO aggiorna la pericolosità idraulica nazionale secondo gli Scenari del D.Lgs. 49/2010, il decreto che ha recepito la Direttiva Alluvioni europea del 2007. La mosaicatura incrocia le aree perimetrate dalle Autorità di Bacino Distrettuali con il Censimento delle imprese del 2011, ed è da questo incrocio che nasce il dato delle 42 unità locali su 4.189 a Rivoli. È un numero che descrive il territorio comunale nel suo insieme, non la singola azienda: se la tua sede sta fuori dalle aree perimetrate, quel dato non ti riguarda direttamente.
No. Fra gli effetti al suolo censiti su tutta l'area colpita dall'evento dell'11-15 agosto 2010 ci sono anche una risalita della falda e la tracimazione di rogge, canali e impluvi minori, cioè i piccoli corsi d'acqua che normalmente restano fuori dall'attenzione. Sono effetti che nascono dall'intensità della pioggia caduta in poche ore su un'area vasta. La stessa perturbazione coinvolse anche i comuni di Beinasco, Rivalta di Torino e Rosta, oltre alle zone meridionali di Torino. Il Rischio, in un evento così esteso, dipende più dall'intensità della pioggia caduta sopra ogni punto del territorio che dalla distanza da un corso d'acqua importante.
Sì, e sono parte del Piano. Devono riportare almeno le caratteristiche distributive dei locali con le vie di esodo e le compartimentazioni, dove sono i sistemi e le attrezzature antincendio, dove stanno gli allarmi e la centrale di controllo, dove si trovano l'interruttore generale della corrente e le valvole che chiudono le adduzioni idriche, il gas e gli altri fluidi tecnici combustibili, quali sono i locali a Rischio specifico, dove sono i presidi di primo soccorso e quali ascensori restano utilizzabili. Sono le informazioni che a un soccorritore servono in trenta secondi, senza che nessuno gliele spieghi.
La vigilanza sull'applicazione delle norme di Salute e Sicurezza sul Lavoro spetta all'ASL competente per territorio e all'Ispettorato nazionale del Lavoro. Per quanto di specifica competenza interviene anche il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco. Sono soggetti con ambiti diversi e il documento che chiedono di vedere è lo stesso. Quello che conta è che il Piano descriva i locali che hai adesso. Averlo coerente con l'azienda di oggi conta più di averlo voluminoso.
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