Elaborazione del Piano di Emergenza per aziende ai sensi del D.Lgs. 81/08
Richiedi Preventivo GratuitoIl Piano di Emergenza mette per iscritto, prima che serva, come si affronta un evento grave che renda necessaria l'evacuazione: chi dà l'allarme, quali percorsi si seguono per lasciare l'edificio, chi chiama i soccorsi e chi verifica che fuori ci siano tutti. Insieme al Piano vanno le planimetrie, che segnano le vie di esodo e la posizione degli impianti.
Diventa obbligatorio quando in azienda lavorano almeno dieci persone, quando il locale è aperto al pubblico e accoglie più di cinquanta presenze contemporanee a prescindere dal numero dei dipendenti, oppure quando l'attività rientra fra quelle soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco. Basta una sola di queste condizioni perché l'obbligo ci sia.
A predisporlo è il Datore di Lavoro, che resta il titolare dell'obbligo. GDM ti assiste nella compilazione a norma di Legge e lo scrive con te: tu lo approvi e lo firmi.
Se la tua azienda è a Collegno, ci trovi proprio nel tuo comune, in Via della Viassa 6.
Cosa facciamo concretamente per te:
In Via Venaria 66 opera l'impianto di stoccaggio e trattamento rifiuti di AMIAT, e per quell'impianto la Prefettura di Torino ha approvato in forma definitiva un piano di emergenza esterna.
È un piano che coordina chi interviene da fuori e riguarda l'impianto insieme al territorio che lo circonda. Non dice nulla sulle procedure della tua azienda e non stabilisce quali attività vicine sarebbero coinvolte.
Quello che cambia per chi lavora in quella zona è il modo in cui la notizia arriva. Un principio d'incendio nei tuoi locali lo senti tu per primo, mentre un evento che nasce altrove ti raggiunge da fuori, magari con le lavorazioni in corso e i mezzi in movimento nel piazzale. Il tuo Piano di Emergenza deve dire chi riceve quell'avviso, perché sono i minuti in cui non c'è tempo di cercare qualcuno.
Per il servizio Piano di Emergenza sul Lavoro (PEM) a Collegno, il riferimento GDM è la sede di Collegno in Via della Viassa 6.
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Un nostro professionista raccoglie i dati necessari presso la tua azienda e avvia l’intervento secondo la normativa vigente.
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Può. La decisione di far uscire le persone resta tua anche quando l'evento nasce altrove, quindi il Piano deve dire a chi tocca prenderla, per quale via si esce e chi verifica al punto di raccolta che siano usciti tutti. È la parte che conviene fissare a freddo, perché è l'unica che nessuno può decidere al posto tuo.
No. L'obbligo dipende da quante persone lavorano da te, dall'affollamento del pubblico o dal tipo di attività, e la vicinanza a un impianto non è una di quelle condizioni. Se però il Piano ti serve per una di quelle ragioni, questo diventa uno degli scenari da affrontare per primi, perché è l'unico che non puoi ridurre con la manutenzione dei tuoi locali. Conviene tenerne conto fin dal sopralluogo.
Va rivisto. Il Piano si aggiorna a ogni modifica capace di alterare le misure di Prevenzione e Protezione, e una ristrutturazione lo è quasi sempre. Spostare una parete cambia i percorsi, aprire un soppalco cambia l'affollamento, cambiare destinazione a una stanza cambia i Rischi. La Legge chiede anche un secondo passaggio che spesso si dimentica, perché l'aggiornamento deve prevedere l'informazione dei Lavoratori e il coinvolgimento degli addetti alla gestione dell'emergenza. Un Piano corretto che nessuno ha letto vale come un Piano vecchio.
Sì, e in due modi. Fra i fattori da riportare c'è il numero delle persone presenti e la loro ubicazione, e "persone presenti" comprende chi non lavora da te, quindi clienti, visitatori, fornitori e corrieri. Il numero di presenze contemporanee è poi una delle tre situazioni che rendono il Piano obbligatorio, quando supera le cinquanta persone in un luogo aperto al pubblico. Chi entra da te non conosce le uscite e non ha fatto le prove, ed è proprio per questo che il Piano deve tenerne conto.
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